Ritiro Avvento 2019

Ritiro di Avvento 2019. Padre Massimo Fusarelli

Questo povero grida e il Signore lo ascolta (Sal 34,7)

Padre Massimo Fusarelli ha studiato teologia e poi patristica, ha insegnato e svolto attività di formazione per la predicazione. Ha lavorato, soprattutto, nella formazione iniziale e permanente dei frati, nella pastorale vocazionale, come assistente di istituti secolari – responsabile per tutto l’Ordine dei Frati Minori per la formazione e gli studi. È stato per diversi anni Assistente religioso di Istituti Secolari Francescani. Ha svolto servizi istituzionali per diverse Province in Italia dando un contributo di presenza e di servizio pastorale con altri frati anche ad Amatrice (video).
Fra Massimo é ora parroco di San Francesco a Ripa, guardiano del convento e responsabile del progetto di accoglienza e rinascita Ripa dei Settesoli.

Un idolo ci rende schiavi!

Il 20 novembre 2019 è venuto a farci visita il nostro vescovo don Gianpiero Palmieri, una serata speciale e memorabile, toccante e riflessiva!

Abbiamo iniziato, come è solito fare, con un brano della Bibbia con il quale abbiamo introdotto il discorso degli idoli, un argomento molto vicino a noi ragazzi ma anche a molti adulti. Ci siamo chiesti cosa fosse un idolo e a pensarci bene nessuno si è mai posto questa domanda seriamente. Un idolo è sempre stato considerato un “modello da seguire” ed effettivamente è così, ma “il don” ci ha aperto gli occhi con una semplice frase: “Un idolo ci rende schiavi!” . Gli idoli rubano la nostra libertà, perché? Semplicemente perché ci costringono, metaforicamente, ad essere come loro. Anzi, molti ragazzi sono convinti che sia giusto seguire determinate persone, perché hanno successo, perché sono qualcuno. Ma per essere qualcuno non bisogna diventare la fotocopia di qualcun altro. Per essere qualcuno bisogna credere in se stessi, rimboccarsi le maniche e lavorare duro per raggiungere i propri sogni.

Il Vescovo ci ha presentato un esempio, molto rigido e terrificante al tempo stesso. Un boss mafioso che ha tolto libertà, dignità ed educazione a ragazzi e ragazze, che gli ha divorati dall’interno nel tentativo di eliminare da loro tutto ciò che di buono vi era.

“Un ragazzo, in una parrocchia” ha raccontato il vescovo “mentre facevo questo discorso, ed ho pronunciato il nome di questo boss, ad alta voce ha annunciato – “Ahhhh, Zio Roby…” Questa frase ha sconvolto un po’ tutti noi e ci ha aperto anche gli occhi, ci ha fatto capire quanto ragazzi, piccoli o della nostra età, possano essere ingenui.

Il discorso dell’idolatrare una persona o una cosa, come nel caso del brano, il popolo che idolatrava una statua identificata come Dio, può essere un discorso banale e insignificante ma che può volgere ad essere un problema davvero importante e, purtroppo, mondiale.

Ogni ragazzo, ogni bambino ha il proprio idolo, il proprio sogno ed una figura presa d’esempio, ognuno di noi, in cuor proprio, desidera di essere qualcuno, desidera lasciare un’impronta importante in questo mondo, ma ciò che don Gianpiero vuole farci capire è che siamo tutti in grado di diventare qualcuno, senza la necessita di seguire o copiare un’altra persona, perché dal prendere ispirazione al copiare,  la linea è molto sottile e spesso le cose possono essere confuse. Non abbiamo bisogno di nessun idolo, perché la bellezza, la forza, la realizzazione stanno nell’essere noi stessi e non nel riuscire ad essere come qualcun altro.

Miriana

ROMA NORD E ROMA SUD: CRESCERE NELLO SGUARDO DI UN ALTRO

Roma Nord e Roma Sud: per chi vive a Roma sa bene che non solo distano circa 30 km ma che riflettono anche due mondi molto diversi. Almeno all’apparenza… Poi nella sostanza, come ogni pregiudizio, si sfondano limiti che sembrano invalicabili e ci si può sorprendere! Così come ci siamo sorpresi ieri sera nel primo incontro di Equipe adolescenti di San Giuseppe Moscati e di San Bellarmino. Due parrocchie.. Due equipe variegate.. Unico obiettivo: stare a servizio degli adolescenti per Amore. Dopo il nostro quinto anno di catechesi adolescenti “Nello sguardo di un altro”, anche la parrocchia di San Bellarmino ai Parioli, ha scelto di abbracciare questo percorso per gli adolescenti, grazie anche all’amicizia comune di un giovane don che fa servizio a San Bellarmino, don Francesco, che è legato ad alcuni di noi da vecchia data! E così ci siamo ritrovati, a cena, le due equipe per conoscerci, per raccontarci le nostre esperienze e abbiamo scoperto quante similitudini di situazioni legano le nostre comunità ed esperienze; soprattutto abbiamo condiviso gli stessi desideri e le stesse perplessità di educatori in cammino con gli adolescenti. Prossimamente vivremo il campo invernale insieme. La forza di questo percorso sta nella centralità della Parola e nel lavoro di Equipe e ora abbiamo il dono di vivere il servizio agli adolescenti con una doppia equipe e i nostri ragazzi avranno l’opportunità di vivere nuove esperienze del cammino insieme ad altri adolescenti. Questo percorso riflette la forza della Chiesa:essere un corpo solo nonostante le diversità grazie all’ azione dello Spirito Santo che da sempre ispira e sostiene l’ideatore, Mattia Negri, di questo viaggio alla scuola dell’Amore.

Loredana