“Non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo…”

Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

Messaggio da don Francois 21 marzo 2020

ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI SAN GIUSEPPE MOSCATI

Salute a voi!

Nella quiete della sera ho appena celebrato la Santa Messa con la mente fissa su quel numero:793! Sono le vittime di quest’oggi, e la notte è ancora lunga!
Poi realizzi che questi non sono solo numeri o nomi anonimi, bensì sono volti, storie di vite condivise, famiglie intere piegate dal dolore perché un Papà, una Mamma, un(a) nonno(a), un figlio, una compagna di tutta una vita che se ne vanno…., ed in molti casi senza neanche la possibilità di ricevere / dare un ultimo bacio a chi si ama… Allora guardi il crocifisso e dici: ci risiamo; e non vedi l’ora di urlare il Gloria della Pasqua di Risurrezione!

Poi ti viene in mente l’antifona d’ingresso della messa di ieri che diceva:
“Non c’è nessuno come te in cielo, Signore,
Perché tu sei grande e compi meraviglie: Tu solo sei Dio”! (Sal.85, 8.10)
Allora ti fermi e dici a te stesso ed a tutta l’umanità che la Speranza è possibile ed è legittima.

Insieme affidiamo al Signore il grido dell’umanità lasciandoci guidare dalle parole del profeta Osea:

“Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
e noi vivremo alla sua presenza….”(osea 6, 1-2)

Buona notte ed il Signore ci Benedica.

Don François.

Messaggio da don Francois

Emergenza Coronavirus

ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI SAN GIUSEPPE MOSCATI

Salute a voi!

Spero stiate bene, sicuramente è il mio augurio!

Ieri è stata una bella giornata di preghiera nella nostra chiesa parrocchiale! Chi ha potuto ha avuto modo di pregare davanti al Santissimo sia la mattina che il pomeriggio!
Poi, accogliendo l’invito dei nostri vescovi, con la preghiera del Santo Rosario abbiamo meditato i misteri della luce che, come ci ricorda San Giovanni Paolo II, sono “una vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia e di luce, di dolore e di gloria”! Ci voleva proprio in un momento come questo dove l’umanità vive una profonda paura generatrice di inquietudine; ma allo stesso tempo eleva al Padre Celeste la supplica filiale per implorarne forza e protezione…

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Che questo digiuno ci converta nel profondo

Così, Maestro
non celebreremo più la Cena
nelle nostre comunità,
l’Eucarestia che nutre il nostro cammino,
e non sappiamo fino a quando.

Siamo smarriti e confusi,
attoniti e perplessi.
Ma, responsabilmente,
ci atteniamo a quanto ci viene chiesto
per fermare il contagio
e salvare i deboli, come tu ci hai insegnato.

Che questo digiuno
più duro di ogni digiuno,
ci converta nel profondo,
ci aiuti a ritrovare la fede dei martiri,
l’ardore degli innamorati,
ci unisca alla comunità perseguitate
a quante non possono celebrare per mancanza di preti,
ci apra la mente e il cuore
per capire quale dono abbiamo fra le mani,
quale sorgente inesauribile
custodiamo
troppo spesso con colpevole indifferenza.

Sia, questo tempo di digiuno,
desiderio
fiamma che si ravviva
attesa
della Pasqua.

Grazie, Signore
per questo inatteso
ed esigente segno.
Rendici capaci.

(P. Curtaz)